Non dite a mia mamma che faccio il giornalista sportivo
Da un intervista con il grande Ormezzano: "un pubblicitario francese tempo fa ha pubblicato un libro dal titolo 'Non dite a mia mamma che lavoro nella pubblicità lei mi crede pianista in un bordello', ed io ho cercato l'equivalente del pianista di bordello e avevo optato per terrorista di Al Qaeda ma l'editore ha avuto una legittima paura. Questo titolo nasce soprattutto da un colloquio con Dino Zoff. Da me beatificato, è proprio il caso di dirlo, visto che scrivevo per Famiglia Cristiana, il terzo giornale della mia vita dopo Tuttosport e La Stampa. Zoff mi ringraziò perchè dopo il mio articolo suo padre, che leggeva solo Famiglia Cristiana e L'Unità, capì il suo lavoro. Prima lo credeva un criminale, un delinquente perché da contadino friulano non si capacitava di come il figlio potesse guadagnare tanto impedendo a una palla di superare una certa linea tracciata col gesso su un prato. Ed è un po' quello che è successo anche a mia mamma, quando da giornalista sportivo di Tuttosport sono andato a La Stampa, che per i torinesi è sacro. Da quel momento per lei sono cominciato ad essere un giornalista serio, però prima credeva veramente che rubassi i soldi da qualche parte." 
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